ultima nota stonata da Ryv alle ore 16:27
lunedì, 01 gennaio 2007

Storia di un bimbo, uomo nato e cresciuto su una nave...

"Su quella maledettissima scaletta... era molto bello, tutto... e io ero grande con quel cappotto, facevo il mio figurone, e non avevo dubbi, era garantito che sarei sceso, non c'era problema.
Col mio cappellino blu.
Primo gradino, secondo gradino, terzo gradino.
Primo gradino, secondo gradino, terzo gradino.
Primo gradino, secondo.
Non è quel che vidi che mi fermò.
E' quel che non vidi.
Puoi capirlo, fratello?, è quel che non vidi... lo cercai ma non c'era, in tutta quella sterminata città c'era tutto tranne
C'era tutto
Ma non c'era una fine. Quel che non vidi è dove finiva tutto quello. La fine del mondo.
Ora tu pensa: un pianoforte. I tasti iniziano. I tasti finiscono. Tu sai che sono 88, su questo nessuno può fregarti. Non sono infiniti, loro. Tu, sei infinito, e dentro quei tasti, infinita è la musica che puoi fare. Loro sono 88. Tu sei infinito. Questo a me piace. Questo lo si può vivere. Ma se tu...
Ma se io salgo su quella scaletta, e davanti a me
Ma se io salgo su quella scaletta e davanti a me si srotola una tastiera di milioni di tasti, milioni e miliardi
Milioni e miliardi di tasti, che non finiscono mai e questa è la verità, che non finiscono mai e quella tastiera è infinita
Se quella tastiera è infinita, allora
Su quella tastiera non c'è musica che puoi suonare. Ti sei seduto su un seggiolino sbagliato:
quello è il pianoforte su cui suona Dio. "

[ da "Novecento", monologo di Alessandro Baricco]

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categoria : letture, diĂ tribe e riflessioni

ultima nota stonata da Ryv alle ore 20:05
venerdì, 25 agosto 2006



"Son sei le monetine.
Di segale una manciata
Di merli due dozzine,
Si fece un'infornata.
Si aprì poi la crostata,
E i merli giù a cantare,
Che splendida portata
Il re poté assaggiare!

Il re scese in cantina
Contando ogni soldino.
Mangiava la regina
Il miele su un panino.
La selva nel giardino
Stendeva panni e lino:
Ma un merlo birichino
Le becchettò il nasino.

Davy Davy Polpettino
Da bollir nel pentolino.
Metti burro e zuccherino
E lo mangi ancor caldino.

Di che cosa son fatti i bambini, i bambini?
Di che cosa sono fatti i bambini?
Scampoli, lumache, code di cagnolini.
Ecco di che cosa sono fatti i bambini."

Una breve filastrocca l'enigma degli omicidi che si abbattevano su Medicine Creek e gli autori Preston&Child non hanno davvero deluso le aspettative. Una trama coinvolgente in un'ambientazione da far rabbrividire seppur nella sua semplicità: Una cittadina morente di appena un centinaio di persone nei dintorni del Kansas. Unica fonte di sostentamento si rivela un impianto per il trattamento e la macellazione di tacchini e il mais, tanto mais, un mare giallo in un cielo il più delle volte plumbeo. In effetti le piantaggioni attorniavano la cittadina e le zone limitrofe ed ogni signola pianta si rivelava essere più alta di un uomo.
In uno scenario di questo tipo, o meglio, nella solita calma in cui quella gente era abituata a vivere, la notizia del primo omicidio impatta contro l'opinione di tutti scatenando moti di paura e di sospetti.
Lo sceriffo locale, un uomo prepotente e forse anche poco competente, si trova di fronte ad uno dei casi seriali nazionali più insoliti.
Aiutato dalla polizia di stato, dalla scientifica, e da un agente FBI dichiaratosi in vacanza, e che diverrrà lui il centro delle indagini che, pian piano, portano a ricostruire una storia fra le più cupe, lo sceriffo comincerà una lotta contro il tempo.
Ciò che più colpisce durante la lettura è il capire quanto l'omicida non corrisponda con nessun profilo preciso di killer: Uccide per il solo gusto di farlo, senza schemi, ma con rituali sempre diversi. Proprio questa sarà la principale difficoltà che impedirà la sua immediata cattura.
Intrecci su intrecci arricchiscono la storia, avvincente, a mio avviso.
Il finale e la scoperta dell'assassino lasceranno davvero di stucco: Si è di fronte ad uno dei casi più rari di amoralità allo stato puro...

Per darvene un esempio, cito tre dei diversi omici.
  • In mezzo all'immenso campo di grano, l'assassino spiana una parte circolare, strappando le piante di pannocchie e riponendole e accatastandole tutte da un lato. Al centro una donna nuda giace impalata nel basso ventre. Tutt'intorno freccie di indiani Cheyenne spuntano dal terreno e trattengono corvi completamente stritolati. All'appello mancheranno le orecchie, le labbra e il naso della donna, strappati con un coltello rudimentale.
    Lo scenario quasi surreale sembra richiamare pienamente le prime due strofe della filastrocca.
    Lo spiazzo sta ad indicare un piatto d'enorme portata e il resto funge da pietanza...
  • Il ritrovamente del secondo cadavere lascia ancor più perplessi. Segni di distaccamento del grasso e dei tendini dalle ossa, cosa resa possibile soltanto in un modo....bollito ancora vivo.
    Zuccherata ed imburrata, la coscia della vittima viene privata da parte della carne, strappata a morsi. Anche qui un chiaro riferimento alla filastrocca.
  • Ultimo, ma non ultimo omicidio e, a parer mio, non di meno degli altri, lascerebbe un conato salire nella gola di tutti. La vittima, epurata rozzamente dalle viscere proprie, presenta una profonda apertura all'altezza dello stomaco. Cucita velocemente e senza una vera e propria arte, cela, all'interno del corpo, lumache, rospi stritolati, una coda di cane, serpenti ancora vivi e altre sostanze che forse è meglio tralasciare. A rendere più rivoltante il tutto è il movimento che gli animali ancora vivi conferiscono alla pelle dell'uomo.
    Provate a capire a cosa è ispirato quest'altra brutalità.
Mai letto un libro più crudo, ma al contempo affascinante e con una storia e retroscena pazzeschi. "Natura Morta" di Preston&Child, lo consiglio vivamente agli amanti del genere.


Ed è così che in soli due giorni ho fatto fuori l'ennesimo libro. Dopo una storia simile, credo che cambierò genere...


"Una famiglia che nel 1962 fa ritorno in Canada, la loro terra natìa dopo un decennio. A vivere con particolare emozione questo trasferimento è Madeleine, la figlia di otto anni, una bimba vivace ed intelligente che vede l'arrivo nella nuova base come l'inizio di una fantastica avventura. Tutto filtrato attraverso i suoi occhi, ci scorrerà davanti introducendosi di quello che sarà il suo mondo."

Mi ha un po' affascinato già dall'inizio, ma mi aspetto di meglio, vedremo cosa mi regalerà Ann Marie Macdonald con il suo "Come vola il corvo".


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