Non so, forse sarò considerato un eretico e candidato al rogo, ma, in fin dei conti, comincio ad avere nostalgia della scuola. La mia avventura sta per finire e soltanto i fantomatici esami di stato mi tengono ancora sulle spine, ma già la mia mente ha colto quello che è il vero risvolto di tutto ciò: la fine del liceo e l'essere catapultato in un mondo diverso da quello finora vissuto, l'universita [Si spera, ovviamente. Altrimenti si tratterebbe di un mondo ancora più duro...].
Tante circostanze mi lasciano l'amaro in bocca, mi fanno pensare che, nonostante tutto, era bello essere impreparati, vedere le interrogaizioni andate male ed essere il primo a riderci su a volte anche insieme ai professori. Era bello l'esser rimproverati per alcuni atteggiamenti, per il casino combinato, per le tante malefatte che in cinque anni si sono accumulate. Era bello conoscere ogni anno gente nuova che siano ragazzi, ragazze o anche solo collaboratori scolastici. Nostalgia, nostalgia di tutto.
Non avevo ancora pensato a tutto ciò e solo ora me ne rendo conto. La cena con i prof ha cominciato ad accendere in me questo senso di sconforto, di cui, come penso anche ai miei compagni, pur avendo la sensazione che nel bene o nel male verremo ricordati, abbia voluto sinceramente anche farne a meno.
Già, alla fine l'odio che riversavi solo e soltanto per la scuola si trasforma in un amore soffuso fatto di ricordi e non puoi far altro che rimpiangere. Sapete cosa penso? Se non dovessi farcela agli esami, sarei contento ugualmente...
Di tanto in tanto ritornano. Sì, quei fastidiosi momenti malinconici bussano alla mia porta e, anche se non volessi aprire, si infiltrano tra le più piccole fessure distruggendola. Non posso far niente tranne che assecondarli. Proprio in questi momenti la mia mente comincia a vagare, accompagnata da un sottofondo musicale di cui le parole sembrano cancellarsi lasciando spazio alla melodia. Forse, dopotutto, ieri non hanno voluto darmi il colpo di grazia e, forte di ciò, si è innescata in me una delle tante riflessioni che contraddistinguono questo periodo "no" elevato all'ennesima potenza.
Vi è mai per caso capitato di considerare la vita come una lunga partita di poker? Una di quelle partite avvolte da un silenzio e da strane tensioni che ti giungono fino all'osso, soltanto che non tra soli cinque giocatori, ma con un numero volte e volte maggiore e con un mazzo quasi infinito. All'apparenza potrebbe sembrar un paragone forzato, ma pensateci. Potreste dedurne che la vita è un bluff, ma io preferisco vederla in altra maniera: Nella vita non vince chi ha buone carte, ma chi, seppur avesse solo una coppia di Regine, crede in sé e in ciò che ha in mano. Ed è proprio allora che la sua coppia di Regine vince un poker d'assi. Non so se avete mai visto il campionato mondiale di poker. Lì sì che si sguanciano quattrini su quattrini, ma non ho mai assistito ad un giro in cui due giocatori mostrassero le loro carte per decretare il vincitore, no no, ogni volta si aggiudicava la partita soltanto uno dei due perchè l'altro non rischiava ad andare avanti. Nella vita è così...Puoi avere tutte le potenzialità di questo mondo, ma fin quando non capisci come sfruttarle e che devi credere in esse, ti ritroverai sempre in uno stato di nero, convinto di non poter raggiungere mai una situazione di bianco. Ma secondo voi la vita è solo bianco o nero? Non considerate le varie tonalità di grigio in cui ognuno di noi potrebbe trovarsi? Lo avrò capito da poco, ma son sicuro che la maggior parte di voi non aveva colto questa sfumatura. Credere in sé è la cosa esatta, credere nelle proprie potenzialità, per quanto misere possano essere. Volete esempi? Partiamo da tutti questi politici, visto e considerato che siamo in periodo elettorale. Nessuno, e ripeto, nessuno di loro, a mio avviso, è degno del ruolo che ricopre. Potrebbero essere giardinieri o minatori, ma non personaggi di così elevato spicco, eppure hanno saputo arrivare a tanto. Altro esempio: Stephen Hawking, il più grande astrofisico di tutti i tempi, famoso per la sua teoria sui buchi neri, che, a quanto pare, sta preparandosi a rivederla, è affetto da una gravissima malattia che lo ha paralizzato sulla sedia a rotelle e che non gli permette nemmeno di parlare se non grazie all'ausilio di un computer con voce sintetizzata. Bene, avreste mai immaginato una cosa del genere? Un uomo impedito in tal modo, capace di diventare lo scenziato più in vista degli ultimi 30 anni. Pazzesco! Evidentemente ha creduto nelle sue capacita e in se stesso senza desistere. Potrei fare altri esempi, ma penso bastino.
Vita, lunga partita a Poker


I progetti richiedono impegno, sì, ma sarà impossibile raggiungerli senza credere di poterci riuscire. Riflettete.

"L'importante non è ciò che trovi alla fine della corsa, ma cosa hai provato lungo la corsa..."
Tratta dal film Notte prima degli esami, questa è una frase detta dal professore di lettere al povero ragazzo sfigato.
Rifletteteci un attimo...
Merita.
Per quanto riguarda invece il film in sé e per sé, forse un po' troppo scontato, ma, sarà per l'aria che mi tocca respirare (ahimè è proprio quella...), l'ho trovato lo stesso pieno di spunti di riflessione. Mai fidarsi di un professore. Meditate gente, meditate. Mi ha coinvolto troppo 'sto film... o.ò
Sarebbe stata un giornata come tutte le altre benchè ci fossero due ore di puro fancazzismo, eppure...
Sono queste le occasioni che suscitano il mio interesse: il vedere sorgere una vera e propria diàtriba in un ambiente così poco colto quale potrebbe essere una quinta classe liceale stanca e ancora provata dalla chiusura del quadrimestre.
Oggetto: religione.
Cattolici fermi nelle loro posizioni, accompagnati da pseudo tali, di fronte ad un quartetto anticonformista, materialista e agnostico (con l'aggiunta di qualche ala estremista di atei) a discutere, con flame piuttosto evidente, su quello che la religione rappresenta per l'uomo e su quale possa essere la vera realtà delle cose. Varie sono stati gli spunti di riflessioni, vari i momenti di imbarazzo per non saper controbattere, evidente era la spinta oratoria del tizio che fra spiccava tra i presunti atei. Credo sia inutile riportare per filo e per segno tutto ciò che è stato detto. Preferisco mettere in luce le tesi di fondo che muovevano le due fazioni contendenti...
I cattolici affermavano che la religione è alla base dell'esistenza dell'uomo, che è la verità, che le sacre scritture devono essere lette in chiave allegorica, che i miracoli stanno a testimonianza della presenza di Dio fra noi, che la vita terrena non è altro che un momento di passaggio che conduce alla vita eterna.
Adesso affronterò le tematiche sviluppate, questa volta, dalla visione del quartetto sopra citato:
Queste sono state, in linea di massima, le idee partorite in poco più di un'ora di intensa conversazione. Alla luce di tutto ciò vorrei arrivare a tirare le somme per una mia concezione...
Rifiuto ogni qualsivoglia istituzione religiosa, ogni qualsivoglia testo sacro che voglia impartire lezioni morali rimanenti, tuttavia, relative e per questo stanti alla base dei conflitti di carattere religioso presenti al mondo, MA, penso che un qualcosa trascende, indipendentemente se si tratti di un Ente divino che muova tutto secondo un suo disegno o, diversamente, di un Qualcosa che produca essere incessantemente lasciando il tutto governarsi secondo leggi di causa-effetto.
Basta...sono stanco di continuare ragionamenti contorti che in molti casi hanno letteralmente spiazzato i nostri interlocutori. Forse qualcuno avrà da ridire, ed è quello che cerco...un dibattito è aperto, se volete fatevi avanti...
PS: adesso per sdrammatizzare un po', vorrei dare una spiegazione cristiana per il destino degli interisti. Lo stemma dell'Inter raffigura un serpente. Tutti sappiamo che, da quanto riportato nella favoletta di Adamo ed Eva, il serpente non è altro che la tentazione, il demonio...ora...Dio è in lotta con il demonio, ergo l'Inter, per volere divino, non potrà mai vincere. ù.u
Dopo questa postilla vado davvero...a presto, spero.