ultima nota stonata da Ryv alle ore 17:50
domenica, 24 maggio 2009



Giocando con un mozzicone e un posacenere...
E' la frase che mi vien in mente ora, in questo momento, solo in quest'istante.
Ho passato gran parte delle mie ore, oggi, a giocare con un mozzicone e la cenere raccolta dopo aver fumato, piano, lentamente, ma con una certa avidità.
Un bisogno increscioso di placare i miei nervi. Un bisogno fisiologico o psicologico, poco importa.
E guardavo il mozzicone.
E la cenere.
Era scura, un continuo cangiar di bianco nero e grigio, ma anche grigio nero e bianco.
Era lì, a frastagliarsi tra le trame poco appariscienti di quel posacenere che sembra aver posto fisso sulla mia scrivania.
E la guardavo.
La guardavo e la sentivo.
Era lì, immobile, nonostante l'aria del condizionatore.
Strano, mi dicevo.
E poi c'era lui, quel mozzicone, il primo della giornata, il più usurato, il più vissuto, il più vecchio, il più
                                                                                                    c'era il mozzicone e sembrava osservarmi anche lui, con la saggezza di un fautore di male, pentito per quel che ha fatto.
Ha lasciato lo prendessi, lentamente e cominciassi, con esso, a raccogliere la cenere sparsa.
La pigiavo, la giravo, la mescolavo e ripigiavo...
...l'ascoltavo, nel silenzio.
E pian piano cambiava, lei cambiava.
Io fermo ad osservare e a muovere, e lei cambiava.
Si smussava, si rimpiccioliva, diventava più raffinata.
E in tutto questo non smetteva di scegliere il suo nuovo vestito, come stesse per presentarsi ad un gala tutto suo.
                                                                                                    Stava davvero bene, davvero. Molto. Di lusso, un lusso suo.
E le sfumature sgraziate di colore che la contraddistinguevano, era diventate chiare...più chiare.
Era un grigio chiaro, poco pesante all'occhio e all'anima. Era un grigio che, per quanto gli fosse possibile, sembrava sorridere, o almeno accennare a farlo, per poi smettere di colpo e tornare serio.
Aveva un'essenza tutta sua e rimanevo lì imbambolato, mentre i miei movimenti e quelli del mozzicone, diventavano più cadenzati, quasi impercettibili.
Quella cenere era ormai qualcosa di diverso, una polvere.
                                                                                                    Mi fermo di colpo. prendo un foglio, bianco. Guardo l'ora.
Ero solo, proprio da solo, allora presi un po' di quella polvere con un dito e provai, sì, ci provai a disegnare.
La carta si macchiava, poco, e sembrava non voler restare macchiata.
Quella polvere era fatisciente.
Era quello che restava del tumulto di un fuoco nocivo.
Era quello che restava delle tribolazioni e delle macchinazioni che l'hanno plasmata.
Era quello che restava del passaggio sel presente ora passato.
Era tutto, era niente.


...E in tutto questo mi rispecchio, perché quella polvere è la sensazione che mi ha accompagnato negli ultimi due giorni, stranamente.
Forse prenderò una boccetta, e la riempirò di quella cenere, così da non dimenticarmi. Perché almeno questo so farlo.
Lo so fare.



        
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Commenti
#1    25 Maggio 2009 - 20:01
 
Forse, invece, lo faccio apposta a tornare ogni anno sulle solite cose.

Sperando di trovarmi, anno dopo anno, un pochino più forte e un po' più matura.

Sperando di guardarmi allo specchio ad ogni maggio/giugno che verranno e scoprire che quelle ferite si sono rimarginate.

E che i ricordi non bruciano più come sale.

E funziona, sai?!
Ogni anno mi scopro davvero più forte, più capace di affrontare tutto quello che mi circonda.
Perchè ho imparato a guardare negli occhi i ricordi e il passato e a conviverci.

Perchè nonostante la notte a volte rappresenti una piccola crisi, ogni mattina mi sveglio e mi rendo conto che adesso le cose vanno bene.
Forse non sono perfette come le vorrei, ma adesso sto bene.

Ho bisogno della finestra aperta di notte.
Così come ho bisogno di quelle sere che passo in riva al mare.

Fanno male, a volte.
Riportano alla mente troppe cose, ma so che è stato anche merito di quei ricordi, di quelle ferite se oggi mi accetto così come sono.

Ogni anno rappresenta una sfida.
Con gli altri e con me stessa.
E non accetto di perdere.

Spero di non essere stata troppo acida nel mio modo di esprimermi e ci terrei a dirti che il tuo blog, in passato, l'avevo letto un paio di volte.
Mi piace molto il modo in cui scrivi.
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#2    26 Maggio 2009 - 13:15
 
Il nostro scambio di battute mi ha fatto riflettere parecchio.

Spero che il post che ho pubblicato oggi ti faccia capire un po' di più quello che avevo cercato di esprimere con il mio precedente commento.
=]
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#3    30 Maggio 2009 - 08:18
 
ti capisco benissimo, ogni giorno anch'io cerco di fare un passo in più nella mia vita e cerco di superare certi momenti che mi riportano indietro e che alle volte fanno anche male...bisogna avere tanta forza, ciao
utente anonimo

#4    31 Maggio 2009 - 21:41
 
Hei Ale, sono Jenny. Qualche volta mi succede di ritrovarmi sul tuo blog e di pensarti un pò. Non credo di avere commenti da fare, ma vorrei sapere come stai. E' da un sacco di tempo che non ci vediamo, e forse quelle poche volte che ci siamo visti non valgono per poter dire che ci conosciamo, o forse sì...
utente anonimo

#5    31 Maggio 2009 - 21:45
 
Jenny, Jenny...
Visita in'aspettata, credimi. In quel che hai detto una frase mi lascia a pensare...
Puoi ben capire quale, forse nel trovarla puoi cominciare al capire se qualcosa hai conosciuto o meno ^_^

Per il resto, il fatto di non essermi pià fatto trovare in giro, dipende da me e un po' mi spiace...
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#6    04 Giugno 2009 - 17:38
 
Fragili passatempi comuni.
Quanto è piccolo il mondo, a volte.
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#7    04 Giugno 2009 - 20:47
 
Bah, sì è un po' come quando si dice, guardando le stelle "sono un po' meno solo, chissà quanti altri lo stanno facendo in questo momento", o la luna o qualunque cos'altra..anche la più idiota, proprio perché se sei riuscita a partorirla tu, per quanto idiota sia, non puoi imperdirti dal pensare che qualcun altro al mondo ne sia in grado quanto te...

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#8    05 Giugno 2009 - 23:23
 
Ti ricordo.

Sei stato uno dei primi che ho aggiunto su Splinder.
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Commenti
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