ultima nota stonata da Ryv alle ore 06:54
venerdì, 13 febbraio 2009


Ale! Corri, alzati! Vieni a vedere!
Una frase come questa ti fa capire ancor prima di svegliarti quanto dannato sarebbe il tuo passo fuori dal letto.
Lo fai comunque.
Il brulicare di tuo fratello e di tua madre, ti inducono a cambiar rotta, verso un'imprecisata finestra di un chissà dove che forse non sapevi neppur di possedere.
E' bianco, tutto bianco.
A terra, sui tetti, le macchine, i rami, i muretti, le ringhiere, tutto.
Una nottata di neve a congelare il paese.
Una nottata di neve per dirti, stempera un po'.
Forse è proprio questo il messaggio?
Quando non mi sento me stesso ho sempre odiato categoricamente la neve, sempre.
Forse si è ostinata anche questa volta per dirmi "Ehi Ale, raffreddati un attimo e prova a parlare..".
Parole vane, credo....
Mi è solo scappato mezzo sorriso al pensiero che se uscissi di casa, scioglierebbe tutt'intorno il manto, al pensiero che chi tenti di avvicinarsi si scotti non lievemente, al pensiero che....anche un paesaggio meraviglioso, ora come ora, diventa ai miei occhi un paesaggio meraviglioso apocalittico.

Odio, odio profondo, verso tutto.

M.
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ultima nota stonata da Ryv alle ore 08:36
martedì, 10 febbraio 2009




E' piccola, nera, quasi tonda...
E' una piccola, quasi insignificante pietra, un granato.
Fresca al tatto ma sempre più calda sulla tua mano; dovrebbe infonderti coraggio, lei.
E' per questo che la porti spessissimo con te, ci giochi, ti gira e rigira tra le dita, roteandola sul palmo, stringendola in pugno, lanciandola in aria e riprendendola per stringerla ancora di più.
Non riesci a separarti da quella piccola pietra, sempre...sempre con te.
Oggi è lo stesso, ti prepari a giocherellarci per scacciar via pensieri che ingombrano, troppi per riuscirci da solo, ed è lei la sola che potrebbe aiutarti. La prendi. La guardi. Ma...
Ha una piccola crepa sulla sua superficie liscia, opacamente luminosa.
Non può essere che anche lei risenta così tanto la tua negatività....

...resto ore insonne, uno zombie il giorno, pronto ad attaccare qualsiasi cosa si muova o che gli si avvicini. E' uno di quei momenti che sparo a zero su tutti, che resto io e a volte nemmeno lo specchio. Quanta gente mandata a fanculo, tanta. Quanta potrebbe ancora aspettarselo? Ancora un po', sì....sembra non sia mai sazio. Sazio di vomitare tutta la rabbia che porto dentro e che mi logora incessantemente fino a spegnermi.
Ma se mi spengo, dove trovo la forza? E' come non fossi io, semplice....
Eppure i pensieri sono miei.
Eppure a muovermi non mi sento io.
Sono un'incognita costruita sull'andare o meno di strade che portino chissà dove.
Questa volta, davvero, nemmeno la mia pietra potrebbe salvarmi. Sono esploso.
E S P L O S O.
Vorrei vedere qualcun altro al mio posto, forse sono io ad esser sbagliato, forse saprebbe come comportarsi, forse saprebbe anche ritrovare la sua serenità e non solo...
Il fatto è che fa tutto così male.
Non è facile per me cercare di dar tutto per scoprir poi, alla mia difficoltà, un trovarmi faccia a faccia con realtà che ti lasciano perplesso.
Non mi sarei aspettato un "non riesco a sentirmi responsabile..." nel momento in cui avevo bisogno sicuramente d'altro.
Perché si sa, per quanto io possa esser quello che dall'angolino dia una spinta verso il centro della stanza, per quanto io sia quello che a volte sappia cullare con semplici parole, per quanto io sia quello che spenderebbe se stesso pur di far affiorare un sorriso sul volto di qualcun altro, anche io ho dei miei momenti di sconforto.
E sono stufo, proprio in quei momenti, di essere schiaffeggiato da frasi idiote e fastidiose, quando magari bastasse poco per tranquillizzarmi quel tanto che basti per lasciare riprendessi il controllo di me.
No, invece no! Perché questo è impensabile!
Io non posso permettermi una cosa del genere! Non scherziamoci su!
Io posso soltanto essere quello che si spacca le vene cercando di star vicino, non posso mica mettermi a pensare che forse anch'io potrei voler qualcuno vicino, in qualche modo.
Resto perplesso della vita.
Ma la vita perché si chiama vita se poi di vivo ha poco e niente?
Bah, scoprirò anche questo...ora...da solo...nelle ceneri che mi attorniano.

M.
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categoria : vaneggiando

ultima nota stonata da Ryv alle ore 20:05
venerdì, 06 febbraio 2009


Perché tornare nel mio loculo dopo mesi?
Forse perché è il posto in cui posso trovare quanto più cose da distruggere che in qualunque altro, compreso me.
E' tutto così confuso, ovattato...
E' l'unica certezza che ho: Non mi rendo conto di nulla al momento.
Scivola via tutto, scivola via dentro di te, scivola in modo viscoso però...raschia.
Ti trovi a fare i conti con una rabbia che è da anni che non provavi, come tornassi agli albori, e invece non sei altro che una persona diversa mille e mille migliaia di miglia da allora.
Una cosa però la porti sempre con te, o te la incollano addosso: non sei felice.

Al di là di frasi e frasette, guardati allo specchio...cosa vedi?
Non sai risponderti?
Bene, rompilo.

Fanculo, fanculo, fanculo...

Misunderstood.
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