ultima nota stonata da Ryv alle ore 18:43
venerdì, 18 gennaio 2008


Quando...
...quache linea di febbre ha deciso di accompagnarti ed intontirti più di quanto non lo sia già.
...sali su un autobus, destinazione casa, e non c'è nessun altro, neppure le luci accese.
...prendi posto e, durante il viaggio, puoi prenderti il lusso di cambiare tre e più volte.
...la musica ti entra nelle orecchie.
...ti diverti a tenere il tempo dei tuoi pezzi preferiti con le bacchette, come fossi tu stesso a suonare quella batteria.
...ti fermi di colpo, al primo evergreen, non volendolo profanare, ma ascoltare non solo con la mente e le orecchie.
...tutto il tempo ti passa così, in bilico fra un mondo tuo e un mondo apparente.
...tu diventi un tutt'uno con le note.
...arrivi e neanche te ne accorgi.

Son momenti che ti ritagli e di cui non potresti fare a meno, perché credi sia quella la tua tranquillità.
Che ti deridano pure, che ti sparlino alle spalle con la loro arte di comari e amici d'osteria.
Quel che importa...?

Star bene con se stessi, qualche volta.


 
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ultima nota stonata da Ryv alle ore 10:22
martedì, 15 gennaio 2008




Freddo. Un freddo strano, che parte dalle ossa, quasi appagante [chiudi quella dannata finestra!]
Caldo. Un caldo strano, quasi fosse d'inferno [per favore, riaprila.]
Credi di aver scoperto la legge di gravità, sentendoti perennemente cadere, trattenuto da un velo invisibile, trascinato verso un pavimento che sembra metri e metri lontano.
Ti alzi. Le gambe sono di un altro, insensibili.
Ti siedi ai piedi del letto, guardando fuori, buio.
Lasciandoti cadere con le spalle sulla coperta, chiudi gli occhi.
Di nuovo un vortice dentro, non si ferma, non ti molla.
E' come se un flusso ti attraversasse, partendo dal petto, fino alla testa, attraversando tutto il corpo, da sopra fin alla punta dei piedi; un flusso freddo, che quasi volesse non tornare indietro, ma lasciarsi uscire dalla punta delle dita e spargersi sul pavimento, sotto il pavimento, sotto la terra.
Ci pensi, quello è il tuo sangue, quello che circola dentro.
Ne avverti la strada da lui compiuta, senza vederlo.
Riapri gli occhi, non ci vedi bene, li richiudi.
Ci riprovi, questa volta con più successo.
Guardi l'ora, è tardi.
Trovi la forza per muovere arti non tuoi e avviarti verso il pc, lasciando il tuo segno.
Poi crolli, di nuovo sul letto, pensando a tutto, pensando a niente. Pensando A.

Ne avevo bisogno, ci voleva proprio.



Adesso aspetto...

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ultima nota stonata da Ryv alle ore 15:16
mercoledì, 02 gennaio 2008



Sono a Palermo. Solo, nella mia stanza.
Ha le pareti bianche, spoglie.
Il soffitto fa loro compagnia.
Io osservo, il bianco e il lampeggiare di uno schermo.
Alternando.

Vorrei un pugno in viso per rinsavire.
Vorrei un abbraccio per dimenticare.


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ultima nota stonata da Ryv alle ore 12:09
martedì, 01 gennaio 2008


Sad New Year?
Me lo domando sistematicamente ogni sacrosanto anno.
Non so se sia sfiducia per l'avvenire, ma, sicuramente, è la mancanza di voglia di fare un resoconto degli ultimi fottutissimi 365 giorni, per cercare un arpiglio e dire andràmeglioandràmeglio auguriameauguriate.

Sad New Year?
Mi colpisce un senso di sconforto sistematicamente ogni sacrosanto anno.
Ed è tristezza, semplice tristezza.
Una tristezza per questa ciclicità monotona di giorni uguali chiamati sempre con gli stessi nomi, che durano le stesse ore, gli stessi minuti, gli stessi secondi.

Sad New Year?

Quest'anno no, mi sta stretto. Voglio provare a spronarmi e allora, su.
Respiro, respiro. Fanculo, respiro. Fanculo, fanculo. Respiro, fanculo.

Che anno è stato il 2007? Mh, vediamo....

Un anno di novità, forse. Università, vita da studente, da solo in un appartamento diviso con due coinquilini. Conoscenze, amicizie, brevi e lunghe. Vario.

Un anno di sofferenze e dispiaceri. Litigi con le più svariate persone. Fallimenti. Delusioni.

Un anno di co
incidenze. Abbandoni cadenti il settimo giorno, due volte.

Un anno di viaggi, insoliti, da solo.

Un anno di gioie. Gioie brevi, di attimi. Gioie intense, ma effimere. Di una Gioia che tengo stretta, perché rara, perché...Mia, così, complicatamente...

Un anno che mi dà rabbia.
Un anno che mi dà tristezza.
Un anno che mi fa sorridere, poco.
Un anno che mi vede apatico.
Un anno che mi vede attivo.
Un anno che mi vede il Me solito.
Un anno che vede un nuovo Me.
Un anno di solitudine.
Un anno di brevi compagnie.

Sad New Year?
...vedrò.
In fondo...

Me la caverò
proprio come ho sempre fatto,
con le gambe ammortizzando il botto.
Poi mi rialzerò
ammaccato, non distrutto,
basterà una settimana a letto.
Poi verrà da se...
ci sarà anche qualche sera in cui usciranno lacrime,
ci sarà anche qualche sera in cui starò per cedere,
ma poi piano piano tutto passerà...
senza accorgermene tutto passerà
.


Passerà, sì.
Anche questo momento mi passerà...

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categoria : vaneggiando, momenti di una vita