ultima nota stonata da Ryv alle ore 03:18
domenica, 08 luglio 2007


La pancia. I muscoli della pancia.
Non avevo quasi mai avuto di fastidiose contrazioni muscolari. No.
Non le sopporto, non dovrebbero esserci. No.
Lo vuoi capire, bello mio, che non hanno assolutissimamente la benché minima ragione di esistenza?
Lo devo capire.

Mi prendo a pugni lo stomaco che si stringe in una morsa infame, che poi tenta di salire in gola e stringe anche lì. Non è arrivato agli occhi ancora, stento a credere possa farlo....spero.
E allora voglio stare solo, Solo, Solo.
Solo. Soltanto io, e nient'altro. Da solo contro quest'assurda situazione che solo io posso risolvere, perché da solo l'affronterò, perché da solo l'ho creata. A dire il vero non dipende del tutto da me...
Come quando l'ultima cosa che potessi pensare ti farebbe soltanto ridere, fino a che non si presenti veramente, senza preavviso, alla prima opportunità, sbeffeggiando te in modo crudele, ma, in fondo, restituendo le burla che tu avevi fatto di lei.

Solo. Da Solo. Nessun altro. Nessuno, davvero.
Pronto, Max, sei a Palermo? Sto venendo in macchina. Usciamo.

Non mi controllo più, prendo l'auto di mio padre, quella bella. L'auto che tiene per le grandi occasioni, potente.
Prendo quell'auto e non voglio far discussioni.
-Dove stai andando? Fai tardi?
-Lasciami stare, non sono proprio in vena. Non so quando e se torno.
Accendo. Mi muovo.
Mi muovo piano.
Adagio.
Meno piano.
Meno adagio.
La morsa! Rieccola.
Pigio l'acceleratore. Non ce la faccio: più prende la morsa, più il piede accellera.

Non riesco a non pensare. Ecco tutto.

Fortuna che arrivo sano e salvo.

Non riesco a non pensare. Ecco tutto.


Fortuna che ritorno sano e salvo.
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categoria : stranezze, vaneggiando, momenti di una vita