Ecco bravo, ancora una parola.
Una, una soltanto, poche lettere in successione, unite a formare un loro significato tutto loro.
Bene, bravo. Hai terminato di scrivere, contento?
Perché non rileggi?
Sicuro! So per certo che scrivi benissimo!
So benissimo che tutti lo pensano e che te lo dicano anche. Lo so!
Su, allora? Perché non rileggi?
Mh, ho capito, sei stanco.
...Sono stanco, sì. Che senso ha tutto ciò? Mi ero ritagliato questo spazietto, per vomitare quello che mi premeva dentro, per condividere quel poco di bello che riuscivo [...e forse ancora riesco] a cogliere in mezzo a tutta la merda che ci ostiniamo a chiamare volgarmente vita.
Cosa ne ho ricavato?
...
Cosa?
Scrivi davvero benissimo, bel blog, passa da me, sei davvero bravo...
Cosa ne hai ricavato?
...
Cosa?
Ah, non lo so, questo. Non lo so davvero. Come quando ti viene in testa qualcosa, ti cattura, si prende gioco di te, è come una luce, un'immagine, ma tu non sai riconoscere. Non lo sai, ecco. Eppure c'è.
Questa situazione c'è.
Sono stanco, sì.
Ho sempre scritto perché mi piace, perché credo sia l'unico modo in cui io riesca almeno minimamente a trasmettere qualcosa, emozioni, pensieri, anche stupidi, ma pur sempre tali.
Ho sempre scritto perché credo di esserne ancora capace.
Ho smesso di scrivere.
Ho smesso di scrivere perché me ne è passata la voglia [Quando posso rileggerti, mi piace molto come scrivi]
Ho smesso di scrivere perché tutto mi è stato spento....
Cosa mi importa di sapere scrivere bene? Cosa mi importa di sentimelo dire?
Lo volete sapere? Eh? Lo volete proprio sapere?
Bene, vi accontento: Nulla. Non mi interessa, per niente.
Io volevo solo trasmettere qualcosa, quelo che scrivevo...non come lo scrivevo. Evidentemente era un messaggio troppo arguto, questo.
Mi viene da ridere, sapete? Sì, perché me ne accorgo ora, da idiota.
Io scrivo, me stesso.
Io scrivo, ciò che sento in me.
Io scrivo, ciò che vivo fuori.
Voi?
Voi leggete, cosa?
Voi leggete, ma sentite?
Voi leggete, ma percepite?
No. Una risposta così concisa posso permettermela.
Sono stato letto come un personaggio e me ne accorgo solo adesso.
Un personaggio.
Un personaggio in un mondo di merda che, a quanto pare, solo lui vede, o pochi eletti.
Un personaggio, come in un romanzo tragicomico.
Un personaggio.
E allora perché debba continuare a scrivere o solo a rispondere a chi mi domandi che fine abbia fatto?
Non è un obbligo, e di questo mi faccio forte.
Scusate, ma questo posto sarà riempito, come mi ero prefisso all'inizio, da emozioni, immagini e sensazioni, che sia rabbia o gioia, tristezza o allegria, non importa.
Questo posto sarà riempito, oh sì, lo sarà. Sarà riempito, ma solo quando ne avrò voglia.
PS: Non me ne voglia chi, per un motivo o per un altro, possa sntirsi colpito da questo stupido monologo. So benissimo che molti non pensano di far male quando e se agiscono, ma nella vita c'è anche questo.
[Nu, non succede niente che non dovrebbe. E' solo che era da molto dovevo rendere pubblico tutto sto discorso, mi ero stancato]
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