ultima nota stonata da Ryv alle ore 14:08
lunedì, 25 dicembre 2006


Natale. Siamo tutti più buoni.
Natale. Sono sempre lo stesso, se non più giù.
D'altronde non mi era mai capitato di passare un'intera giornata seduto su una qualsiasi sedia di casa, ah no, adesso che ci penso, si tratta della mia di sedia, quella tapezzata di verde chiaro, col telaio di un grigio chiaro e le rotelle nere che poco servono ["Il pavimento si riga! Alza quella sedia!"].
Così, irrimediabilmente giaciente su questa seggiola, con le spalle rivolte verso lo schermo del computer, ho permesso al mio sguardo, per l'occasione vestitosi  d'un velo spento e apatico, di osservare ciò che più a lui aggrada, ciò che attrae la sua attenzione e, con essa, anche quella della mia mente.
Davanti a me l'albero, decorato, ormai emblema indissolubile di quello che dovrebbe essere lo spirito natalizio; uno spirito fatto di luci, colori, suoni, gioia e bontà.
Ma qualcosa stona e me ne accorgo.
Su quell'albero solo una pallina azzurra si erge in mezzo alle altre rosse o dorate; una sola in mezzo ad un mondo che non le appartiene.
Sono io, mi dico.
Sono io, ne sono sicuro.
Quando vieni considerato pazzo per i tuoi ideali, per il tuo modo di pensare, per il tuo disprezzare la religione e le sue forme in quanto stupida creazione umana [Con questo non dico di essere ateo], per tuo essere "di mente aperta non come noi", hai pienamente consapevolezza che qualcosa di sbagliato hai fatto. [
"Non voglio parlare con te. Puoi metterti a braccietto con Pannella e andare tranquillamente al Parlamento, almeno ti possiamo vedere in televisione."]
Eppure continuo a chiedermi cosa ci sia di sbagliato in tutto ciò: Essere nato? Pensare con la propria testa? ["Con te non si può ragionare."]

Soltanto una cosa so: Prima o poi andrò via di qua, nessuno mi farà cambiare idea. Ancora qualche anno e...

Grazie papà, perderai le mie traccie.
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ultima nota stonata da Ryv alle ore 08:40
sabato, 16 dicembre 2006

In alcuni momenti, mi sembra più che opportuno lasciar stare il senso della pura logica e permettersi di scrivere qualcosa che non tutti possano capire....

Tip...tip, tip!
[Sì, un filo d'oro trovato in una fabbrica di lana]
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ultima nota stonata da Ryv alle ore 08:13
domenica, 10 dicembre 2006


Scrivo, scrivo....ma cosa?
Son due giorni che tento di farlo, che tento di incollare parole su parole dando loro un filo logico.
Non ci sono riuscito.
Che si tratti del fantomatico piede dello scrittore? Di quella paura intrinseca da pagina bianca?
Non sono uno scrittore, quindi non mi pongo il problema.
Eppure è qualcosa che somiglia a quella paura: Mi sento vuoto davanti allo schermo illuminato di bianco.
Scuoto la testa e decido di procedere in diverso modo, magari riuscendo ad aggirare l'ostacolo per me al momento insormontabile.
Scrivo, scrivo....ma cosa?
Qualcosa, niente. L'importante è farlo, così da rendere il vuoto iniziale un'illusione di pienezza, anche sensa senso. Mi stringo nelle spalle, tutto è graduale, me ne rendo conto.
E allora, dopo questo mio brevissimo tentativo, posso anche andare....

Che abbia ragione qualcuno dicendo che scrivo bene nella mia depressione?
E se capita non lo sia? Come in questo momento, del resto. Beh, anche stavolta ho scoperto qualcosa di nuovo.



Ah, prima che dimentichi, tanto per dare un senso a questo post inutile...

Chi mi consiglia qualche buon libro cercando di attirare la mia attenzione?

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categoria : stranezze, vaneggiando

ultima nota stonata da Ryv alle ore 17:28
sabato, 02 dicembre 2006


Per tutta la strada avevo avuto un certo fastidio in mente.
Le parole si associavano secondo un ordine che di certo non potrebbe definirsi tanto logico, e ciò succede soltanto quando cerco una vera soluzione.
Poi, seduto sulla sedia del barbiere, una di quelle sedie che ti fanno sentre su una navicella spaziale con le loro particolari inclinature e leve di sorta, ricostruivo qualcosa nel mio pensiero, parole sentite in un momento immediato e altrettanto immediatamete capaci di spiazzarmi per quanto mi sforzassi di non esserlo.
Massaggiavo il pizzetto cercando così conforto. Il resto ha fatto soltanto il barbiere. Era come se non fossi nella stanza...

"Il punto è che tu vedi i tuoi lati del carattere come pregi e difetti al contempo...mentre i pregi veri non li vedi mai."


No lo so, non so sia vero e non so nemmeno il perché, se così fosse.
Gran bella gatta da pelare che ho ricevuto, devo ammetterlo...

[..e grazie, davvero. Prima o poi mi farai vedere le cose da un'altra prospettiva. Ho questo presentimento...]


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categoria : vaneggiando, diĂ tribe e riflessioni