ultima nota stonata da Ryv alle ore 18:51
sabato, 22 luglio 2006

Funereo il corteo che oggi pomeriggio ha avuto inizio dall'ingresso della mia casa. Vedove piangenti e pungenti l'un l'altra, tutte a vantarsi di esser state fecondate dal prode, d'esser state sue predilette. Come non invidiarlo; sicuramente non per il fatto di essersi creato un harem, ma per il carisma che infondeva a destra e a manca, spavaldo. Una lacrima anche sul mio viso, falsa. D'altronde io sono in qualche modo colpevole. Avevo giurato di non ricorrer mai alle maniere forti, né tantomeno di perdere il senno qualsiasi angherìa avessi dovuto sopportare, ma adesso non posso far altro che rimpoverare me stesso[?].
Non sono riuscito a nascondere, comunque, un ghigno di soddisfazione per il mio gesto a lavoro compiuto, mentre le povere sfortunate si accingevano tutt'intorno alla salma.

Una morte veloce e, forse, indolore, la sua...

Ciò che più mi ha dato fastidio, oltre al fatto di non provar rimorso, è che ho dovuto sorbirmi quei pianti, quasi fossero ronzìi, che ho dovuto consolare, fingere di star male, d'esser trafitto nel cuore.
Ma ad esser trafitto era stato il mio braccio, il mio povero braccio. Quel bastardo di un essere non doveva.
In preda ad un raptus che neanch'io riuscirei a giustificare (o forse sì), mi allontano, furtivo, dal crocchio formatosi, ormai alquanto fastidioso. Mentre la mia mano, la destra per la precisione, cercava di riappropriarsi dell'arma da me utilizzata per il gesto atroce, non risparmiavo le addolorate di sguardi caritatevoli come a dir loro d'esser a disposizione per ogni qualsiasi richiesta. Ma l'idea poco raziocinata andava consumandosi all'interno della mia mente..."Sì Ale, conta fino a tre....uno...sì, così...due...bravo...e tre!". Ecco che, cogliendo di sorpresa tutti, anche i miei poveri genitori che, non avendo il coraggio di restare nella stanza mortuaria, si erano spostati in soggiorno, lancio il mio grido propizioatorio
, lo stesso che aveva preceduto la morte del Bastardo. Panico fra i presenti, risa fra me e me, mentre con furia sferzo colpi di qua e di là. Nemmeno soddisfazione questa volta: tutto è stato troppo breve e le vedove erano al suolo in un lagho di sangue.

Nessuno sfugge alla mia pantofola. Nessuno, nessuno e nessuno. Povere zanzare, ecco ciò che meritate. E lui, lo Zanzarone, che comunque, anche se è stato il primo a lasciarci,  ha marcato vistosamente il mio  braccio al suo passaggio, ha ricevuto la giusta mercede: Chi di sangue ferisce....nel sangue perisce. Oh.

Adesso un po' di crema e tutto passa, ormai solo per me.

NB: Se il WWF avesse qualcosa da ridire contro lo sterminio di questi esseri, è pregato di far un passo di lato, lasciandoci liberi di far valere il nostro diritto alla salute.
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categoria : stranezze, vaneggiando

ultima nota stonata da Ryv alle ore 15:51
venerdì, 14 luglio 2006

Sono un tutt'uno con la sedia. Difficilmente riuscirebbero a staccarmi se non con l'aiuto dei vigili del fuoco. D'altronde questo caldo è infernale, non mi stupisco se le mie carni sembrano esser state saldate a questa postazione di  ferro. Ma roba di poco conto; roba veramente poco importante se inizi a pensare su quello che ho davanti e su cosa son costretto a sopportare. Ogni tentativo di migliorare la propria condizione di vita si è rivelata solo un'ennesima spinta verso una rovina. Come direbbe qualcunA "è tutto un complotto", e questa volta mi sa che non posso fare a meno di annuire rassegnato. Fin quando quella famiglia abiterà vicino alla nostra sarà solo guerra ed entrambe usciremo sconfitte. Un colpo inferto a noi, mezzo colpo a loro...non ne posso più.
Non c'è niente di peggio che sorbirsi ogni giorno i pianti in silenzio di quella povera vittima di mia madre, e, come se non bastasse, impotenti.
Non c'è nulla di peggio della tensione fra i due capifamiglia e su quella che anch'io, ormai pienamente coinvolto e spalla di mio padre, provo nolente. Fossi un tipo meno temperato, sarei pervaso da istinti omicidi, ma, deo gratia, così non è...

Il mio fututo in questo momento è in bilico: restare a casa e dar man forte, dato che non ho più la costrizione al "lager", o continuare la mia vita indipendentemente, affittarmi il tanto agognato appartamento insieme ad amici e frequentare l'università come la maggior parte dei ragazzi?

Che bel dilemma per uno che non è mai stato come gli altri ragazzi; per uno che, sinceramente, ha coltivato una mentalità per certi versi retriva, per altri estremamente anticonvenzionale; per uno che potrebbe volare solo a costo di riparar le ali....mera utopia, per il momento.

Cosa mi resta? Un paio di persone? Due? Tre? Quasi stenterei a crederci, ma forse, e sottolineo forse, è soltanto una, per il momento: Tutti Vittime Della Mia Depressione.

Ma, in fin dei conti...."Nonbho".
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categoria : stranezze, vaneggiando, momenti di una vita

ultima nota stonata da Ryv alle ore 13:40
lunedì, 10 luglio 2006



Campioni! Campioni del mondo!!

Ancora stento a crederci; questo'anno resterà nella storia per me: Diplomato e Coppa del mondo.
Non potevo sperare in meglio.

Ed è così che i nostri sogni son realtà. La gioia ed una felicità sconfinata son riusciti a prendere il posto dell'angoscia e della tensione che attanagliava l'animo. In fin dei conti i nostri preparativi non sono stati vani: la stoffa verdebiancorossa comprata, le trombe, gli immangabili colori per tingerci, le magliette, i teloni...e ci chiedevamo "Ragazzi, ma se perdessimo....?!", ma non importava, non poteva andare altrimenti, lo sentivamo, era nell'aria e tutto ciò era captato dalla più piccola parte del nostro corpo.
Divertimento incredibile già solo nell'allestire il camion simbolo del nostro paesino all'insegna dei mondiali; un camino con già 30 anni di vita e che in queste occasioni cambia volto. Bandiere appese dappertutto, un telo azzurro con su la scritta in oro "Campioni del Mondo!" si ergeva sulla parte frontale di esso e due enormi casse amplificate erano pronte a spronare il popolo cittadino in piazza. Poteva esser tempo perso e invece....

Sera. Ore 20.00 calcio di inizio. Noi, alcuni con in volto interamente dipinto di verde bianco e rosso, altri con soltanto delle bandierine sulle guance, con i nostri mantell e mantelline tricolore, le magliette dei nostri eroi, le bandane, le birre in mano e la tromba affianco pronte a rompere le vetrine e la cristalleria del nostro povero amico, davanti a quello schermo misto a magia e stregoneria, capace di incollarci, volenti o nolenti, e di farci soffrire e gioire nello stesso attimo.

Tutto lasciava presagire male ed il nostro entusiasmo iniziale subisce il primo colpo sul rigore assegnato alla Francia. Zizou Zidane realizza lasciandoci l'impressione di di un gol mancato; impressione che risulta vana e trafigge le nostre speranze per la finale. Ma, la tenacia dei nostri, capaci di tenerci col fiato sospeso, ha la meglio quando, assegnato un calcio d'angolo a nostro favore, uno strombazzamento scaramantico anticipa il colpo di testa di Materazzi, l'uomo torre, l'uomo volante, l'uomo dal fuoco negli occhi. Subito esultanza, subito grida, cori, tutto. I nostri animi si rilassano per un attimo prima di ricadere in balia di quella tensione; una tensione incredibile, che comprimeva le viscere e che rendeva il nostro cuore impossibilitato a battere un ritmo normale. E tutto sembrava dover alimentarla: la traversa di Toni, il gol annullato, la miriade di azioni, il batti e ribatti, i capovolgimenti di fronte, le parate della nostra Saracinesca...i 90' son passati così, tenendoci sulle spine e lasciandoci sul filo dell'infarto.
I supplementari, poi, all'insegna della Francia, ci hanno fatto vivere una paura continua, la paura di un gol capace di spezzare ormai ogni speranza, che, per fortuna, non è arrivato. I rigori, che evento. Noi, 13 ragazzi e ragazze abbracciati danvanti lo schermo serrando i pugni quasi a farli sanguinare, stringendo i denti nel tentativo di reprimere quella tensione scomoda. Intanto uno di noi era l'addetto ai riti scaramantici di ogni sorta: la bandiera sulla televisione, il sale cosparso un po' dappertutto, l'icona di Padre Pio con il lumino acceso [ma chi è cattolico?!], preghiere fra le più disparate....

Pirlo! [Olè!]
Materazzi!! [La nostra forza, l'uomo incorruttibile...]
De Rossi! [Il riscatto è compiuto]
Del Piero!! [Sempre il suo zampino..]
Grosso!!! [Il risolutore, il grande per eccellenza anche se inizialmente screditato]

Ed il sogno diventa realtà....

Tutti subito sul nostro mezzo rappresentativo, amplificazione al massimo, musica d'occasione. I piccoli crocchi di poche persone cominciano a riunirsi in gruppi più grandi sino a formare un grande corteo dietro al nostro camion. Esultanze, cori, grida, pianti di gioia...E così, tra la gente dipinta nella maniera più disparata, tra le bandiere sventolanti e le macchine che pullulano di tifosi e non, una pioggia battente si mostra in tutta la sua potenza. Ma non importa, a noi, non importa perché tutto è magicamente perfetto. Persino i lampi che disegnano figure arabesche in cielo, quasi fosse l'ira italiana per tanti anni repressa resasi materialisticamente densa, sembra spaventarci. Continuiamo a ballare a torso nudo sotto l'acqua, su cassone del camion, a contatto con tutti, accomunati da un senso patriottico incredibile. L'inno d'Italia era padrone della scena, così come i fuochi e i fumogeni vari. Soltanto tre colori potevano distinguersi: Verde Bianco Rosso. E la notte giovane passa così...e anche la voce passa, insieme ai pensieri, e forse anche alla salute: chissà quanti adesso sono a letto con febbre e robe varie....ma non importa. Tutto è Perfetto.

E non manca un GRAZIE particolare ai Nostri grandi EROI, ai nostri AZZURRI, al nostro capitano CANNAVARO, al salvator della patria BUFFON, a tutti gli altri. E non può mancare anche un grazie particolare al francesino Trezeguet che ci ha servito su un piatto d'argento la coppa d'oro.
Non vorrei dimenticare anche chi ha avuto la lucidità di filmare tutto, le nostre imprese post partita, i festeggiamenti chi ha immortalato questi attimo che per me saranno indimenticabili; questi adesso saranno da me perseguitati per poter aver tra le mani i ricordi di una tale esperienza.

Ancora GRAZIE AZZURRI!!


Ale, azzurro nel cuore e nell'anima...


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