ultima nota stonata da Ryv alle ore 11:08
domenica, 26 marzo 2006

Di tanto in tanto ritornano. Sì, quei fastidiosi momenti malinconici bussano alla mia porta e, anche se non volessi aprire, si infiltrano tra le più piccole fessure distruggendola. Non posso far niente tranne che assecondarli. Proprio in questi momenti la mia mente comincia a vagare, accompagnata da un sottofondo musicale di cui le parole sembrano cancellarsi lasciando spazio alla melodia. Forse, dopotutto, ieri non hanno voluto darmi il colpo di grazia e, forte di ciò, si è innescata in me una delle tante riflessioni che contraddistinguono questo periodo "no" elevato all'ennesima potenza.

Vi è mai per caso capitato di considerare la vita come una lunga partita di poker? Una di quelle partite avvolte da un silenzio e da strane tensioni che ti giungono fino all'osso, soltanto che non tra soli cinque giocatori, ma con un numero volte e volte maggiore e con un mazzo quasi infinito. All'apparenza potrebbe sembrar un paragone forzato, ma pensateci. Potreste dedurne che la vita è un bluff, ma io preferisco vederla in altra maniera: Nella vita non vince chi ha buone carte, ma chi, seppur avesse solo una coppia di Regine, crede in sé e in ciò che ha in mano. Ed è proprio allora che la sua coppia di Regine vince un poker d'assi. Non so se avete mai visto il campionato mondiale di poker. Lì sì che si sguanciano quattrini su quattrini, ma non ho mai assistito ad un giro in cui due giocatori mostrassero le loro carte per decretare il vincitore, no no, ogni volta si aggiudicava la partita soltanto uno dei due perchè l'altro non rischiava ad andare avanti. Nella vita è così...Puoi avere tutte le potenzialità di questo mondo, ma fin quando non capisci come sfruttarle e che devi credere in esse, ti ritroverai sempre in uno stato di nero, convinto di non poter raggiungere mai una situazione di bianco. Ma secondo voi la vita è solo bianco o nero? Non considerate le varie tonalità di grigio in cui ognuno di noi potrebbe trovarsi? Lo avrò capito da poco, ma son sicuro che la maggior parte di voi non aveva colto questa sfumatura. Credere in sé è la cosa esatta, credere nelle proprie potenzialità, per quanto misere possano essere. Volete esempi? Partiamo da tutti questi politici, visto e considerato che siamo in periodo elettorale. Nessuno, e ripeto, nessuno di loro, a mio avviso, è degno del ruolo che ricopre. Potrebbero essere giardinieri o minatori, ma non personaggi di così elevato spicco, eppure hanno saputo arrivare a tanto. Altro esempio: Stephen Hawking, il più grande astrofisico di tutti i tempi, famoso per la sua teoria sui buchi neri, che, a quanto pare, sta preparandosi a rivederla, è affetto da una gravissima malattia che lo ha paralizzato sulla sedia a rotelle e che non gli permette nemmeno di parlare se non grazie all'ausilio di un computer con voce sintetizzata. Bene, avreste mai immaginato una cosa del genere? Un uomo impedito in tal modo, capace di diventare lo scenziato più in vista degli ultimi 30 anni. Pazzesco! Evidentemente ha creduto nelle sue capacita e in se stesso senza desistere. Potrei fare altri esempi, ma penso bastino.

Vita, lunga partita a Poker

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I progetti richiedono impegno, sì, ma sarà impossibile raggiungerli senza credere di poterci riuscire. Riflettete.

 

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categoria : diĂ tribe e riflessioni

ultima nota stonata da Ryv alle ore 12:40
venerdì, 24 marzo 2006

Quale post più azzeccato del precedente per descrivere la mia situazione odierna? Nessuno. Notte prima degli "esami" passata a chiacchierare, ascoltando musica, con una bella tazzona di cacomilla [camomilla] davanti e lo stupido libricino aperto nel tentativo di far affluire spontaneamente le nozioni alla mia mente stanca. Risultato? Son riuscito a dormire...

Ed oggi posso dire finalmente "Addio quiz del cazz! Mo si fa pratica...".  Lasciato il posto del terrore, aula pullulante di tensione quasi densa materialisticamente, posso esultare alla faccia di me stesso che mi davo per disperato...PaTeNtE, arrivo!! è___é

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categoria : momenti di una vita

ultima nota stonata da Ryv alle ore 23:18
venerdì, 17 marzo 2006

"L'importante non è ciò che trovi alla fine della corsa, ma cosa hai provato lungo la corsa..."

Tratta dal film Notte prima degli esami, questa è una frase detta dal professore di lettere al povero ragazzo sfigato.
Rifletteteci un attimo...

Merita.

Per quanto riguarda invece il film in sé e per sé, forse un po' troppo scontato, ma, sarà per l'aria che mi tocca respirare (ahimè è proprio quella...), l'ho trovato lo stesso pieno di spunti di riflessione. Mai fidarsi di un professore. Meditate gente, meditate. Mi ha coinvolto troppo 'sto film... o.ò

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categoria : cinema, diĂ tribe e riflessioni

ultima nota stonata da Ryv alle ore 17:57
domenica, 05 marzo 2006

Quando cambi i bambini con i piccioni e vinci il Fest...ehm...lo Zecchino d'Oro . . .

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categoria : stranezze