Sì, la fine. E' arrivata come del resto fa con tutto. Me l'aspettavo, lo prevedevo. Sapete, a volte qualcuno può rivelarsi ai vostri occhi, e forse solo ai vostri, come un libro aperto e voi non potete far a meno di leggerlo, di interpretarlo. Presto imparate a capirlo, nel bene e nel male.
E' con questa seppur spiacente consapevolezza che mi ritrovo ad aprire una scatola, sprezzatamente azzurra per l'occasione, per gettarvi dentro una parte del mio passato. Sottolineo "passato"...non è più. Ingoiando un boccone più amaro del fiele, lascio che delle lettere cadano nell'oblio di quella futura buia dimora, prima di averle rilette per un'ultima volta. Poco dopo una piccola bambina dagli occhi grandi quasi annegante in un delizioso maglione, abilmente immortalata su un foglio traslucido, si appresta a seguitare l'inchiostro intrappolato nella carta delle lettere. Ed è giunta l'ora di un'altra serie di foto: una ragazza....un ragazzo probabilmente felice accanto ad una fanciulla...un primo piano...un lungo campo...foto apparentemente senza significato, ma racchiudenti in sé svariate emozioni, l'esseza stessa della felicità...ed infine un'ennesima coppietta. Alla vista di quest'ultima sorrido, gesto naturale, ma, osservando bene, mi riconosco..sono IO in quella foto! E l'iniziale sorriso scema sul mio volto lasciando il posto ad un ghigno. Quella rappresentazione di me viene scaraventata nella scatola prima che mi accinga a prendere il coperchio. Ma ad un tratto mi accorgo di dimenticare qualcosa: è la volta di una serie di biglietti d'aereo, di un disegno, di una fototessera che celava qualcosa di scritto sul retro e....Dal collo levo una collanina con un ciondolo che mai più avrò voglia di rivedere. Rabbia mi assale mentre scuoto la testa. Il pugno si serra intrappolando quel ciondolo. Chiudo gli occhi inspirando profondamente come a voler ricacciar la rabbia e, pian piano, avvicino il pugno facente da scrigno aprendolo nel contempo...sto per baciare il ciondolo. Mi blocco e con un impulso malsano richiudo il pugno con sì tanta veemenza da ferirmi. Sangue sul palmo. Sangue ad impregnare quella "cosa" ormai svuotata di significato che mi ritrovavo in mano. Ed ancora sogghigno alla vista del rosso. Getto anche quest'ultima spina all'interno della scatola e, facendo cadere qualche goccia del mio liquido vitale come a sigillare un rituale mai sperato, premo sopra il coperchio. Osservo ancora per un'istante l'azzurro del contenitore, ma poi, senza più rimorsi, lo ripongo in un'oscuro e recondito meandro della mia stanza in attesa che il coraggio di bruciar tutto sopraggiunga nel mio animo ormai stanco.
Questo il mio sfogo, questo il tentativo di sopprimere un dolore cocente e imperterrito. Ultima riga prima di andare:
"Tenevo e tengo a te, sappilo."
Non bastano di certo una notte e un misero giorno per farmi riprendere dalla botta, no.
Prospetto tante e tante ore con lo sguardo perso nel vuoto a schiaffeggiarmi e a prendermi a pugni col pensiero...
Maledetto Me Stesso..
Maledetto Il Mio Esser Così Bravo A Mandare Tutto A Puttane..
Ed ora mi rendo conto di quanto il Rimorso sia peggiore del mio cupo pessimismo...

NEVE! NEVE!! NEVE!!!
Neve purificatrice quella che scorgo dalla finestra al mio risveglio.
Un certo effetto ai miei occhi che raramente possono giovarsi di questa bellezza.
Tutto è bianco, tutto sembra candido...
Sorrido.
Oggi la maggior parte delle attività del mio piccolo paesino si fermeranno o saranno radicalmente rallentate.
Mentre continuo a scrivere questo inutile post, non riesco a distogliere lo sguardo da quel vetro in parte appannato che mi separa dal mondo esterno.
Ricordo che quando ero piccolo mi divertivo a saltare sul manto soffice con gli altri, a tirarci palle di neve, a fare pupazzi piuttosto storpi, a crearci slittini con i sacchi e scivolare fra le vie sgombre di auto...che tempi!
Ora tutto diveso. Probabilmente gli altri usciranno come ai vecchi tempi, probabilmente mi chiameranno per aggregarmi a loro, ma io preferirò certamente dilettarmi in modo diverso:
Resterò pensoso alla finestra osservando la neve pian piano sciogliersi e restituire la vita persa a ciò che essa aveva coperto
e ancora una volta mi accorgerò di quanto inutile sia l'esistenza.

Insonne, dinanzi al camino
a rimirar il triste scoppiettar
di quelle fiamme imploranti d'aiuto...
ruoto il bicchier fra le mani
con far pensoso
aspettando la nuova eclissi.
Strade si incrociano, altre si diramano, altre ancora si trovano davanti ad un vicolo cieco...
E noi, io e te, a percorrerrle a piccoli passi: io il mio sentiero, tu la tua strada maestra.
Capita a volte che le vie di qualcuno confluiscano in una sola continuando nella medesima direzione. Il nostro caso?
Oggi son 6 mesi.
Ti amo Ilaria!
Datemi un prestesto per non odiare lo stupido andamento dell'avvenire, lo accetterei volentieri.
Purtroppo quando tutto sembra andare per il meglio, quando sembra tu abbia trovato una pace che ti manca da chissà quanto, quando nessun pensiero molesto si insinua nei più reconditi meandri delle tue tempie stanche, ti accorgi che tutto irrimediabilmente finisce presto...
Ho staccato la spina per una buona settimana, ho pensato che non mi avrebbe fatto altro che bene. Torino mi ha aperto le porte.
Tornato a sorridere, anche un po' più laborioso del solito,ma...adesso son di nuovo triste. Tutto è finito e tutto è di nuovo uguale. Sempre quella stupida routine che non sopporto più.
Eppure mi son sentito bene e per questo devo rendere grazie ai miei zii.
Ilaria, un grazie va anche a te...grazie di ESISTERE.
Adesso è meglio che vada, ho tanto da fare, ma così poca voglia per farlo; d'altrode sono ancora comprensibilmente sovrappensiero e non son nemmeno riuscito a chiudere occhio. Non importa: questione di abitudine.
Saluti...