ultima nota stonata da Ryv alle ore 19:23
martedì, 22 novembre 2005

Sarà stato colto di sorpresa, sarà stata l'originalità della spiegazione, sarà stato il nome in sé...ma mi ha strappato un sorriso.

Nuovo nomignolo affibbiatomi...

Quale? Beh...preferisco andarci in progressione.

Oggi ore...ehm...prima mattinata a scuola.

Esultiamo tutti in maniera piuttosto flaccida, rispetto ad altre volte, alla notizia che la nostra prof di filosofia non sarà presente per la lezione. Due orette da soli. Io, come oramai da un paio di giorni, apporfitto del tempo a disposizione per dedicarmi ad una stupidissima poesia (o forse meglio considerarla canzone?!). Immerso su quel block notes, estraniatomi in parte dagli altri. Ad un tratto la combriccola si riunisce. Mi osservano. Io faccio altrettanto. Poco passa e dalle labbra di uno dei tanti escono le parole "Poeta Maledetto". Così mi ha chiamato. Ma non è finita lì...

Con un immane sforzo retorico accompagnato da una eccezionale padronanza di gesti, il mio "compare" si inesprica in una spiegazione alquanto stupefacente (=.=")

Spiego:

Avendo studiato da poco, a mio avviso grande, Charles Baudelaire, il mio amico, facendosi forza della vita poco ortodossa dello stesso autore e puntualizzando su una certa mia vena poetica del momento, definendomi così come un altro poeta maledetto, ha osato appellarmi "Ballantines"...nome di alcoolico per uno che di alcool non ne vede come a giustificare la distanza che intercorre fra lo stile di vita del suddetto Baudelaire ed il mio.

Ballantines. Già..mi ispira...

Da lì l'idea di appellare noi pensatori, in un certo senso, con una serie di nomi...esempi?

Artico, Sambuco, Rum&Ace, Tequilo...

E sempre da lì il via alla demenza pura.

Non cito qui le massime, gli imperativi e le frasette varie composte dagli stessi per rispettar i diritti d'autore.

PS: Datemi Voi Il Via Se Volete

 

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categoria : momenti di una vita

ultima nota stonata da Ryv alle ore 19:49
lunedì, 21 novembre 2005

21 novembre 2005.

Ore 12.04 circa.

La bidella irrompe in classe creando scompiglio. Allarmata ci avvisa del fatto che la campanella non ha funzionato e che la scuola stava evacuando. Motivo: scossa di terremoto.

Con tutta calma riprendo le mie cose, mi sistemo, guardo i miei compagni (oggi eccezionalmente solo 5) e alla fine ci avviamo a percorrere il corridoio che dà sulle scale. Secondo piano il nostro, già sgombro per più della metà.

Non avevo mai visto il preside così agitato. Ne godevo, devo ammetterlo.

In meno di 4 minuti tutta la scuola vivente si era spostata nel grande spiazzo poco dopo il cancello, spiazzo ritenuto uno dei luoghi sicuri nel piano di evacuazione scolastico.

Ciò che mi stranizza è il fatto che la maggior parte erano agitati, altri non dicevano nulla, altri chiedevano delucidazioni...ed io?

Io impassibile. Anzi no...ridevo...ridevo dentro me.

Ridevo ascoltando due che dicevano di aver sentito la scossa, che il banco tremava..

Ridevo ascoltando un professore di religione (tra l'altro, a detta di qualcuno che a scuola conta, ritenuto un personaggio strano, come se facesse uso di sostanze stupefacenti...) che affermava di aver fatto avanti-indietro con la sedia. E intanto lo vedevo camminare per lo spiazzo, in mezzo ai tanti, parlando da solo come fosse pazzo.

Ridevo...

Normale tutto ciò? Non credo...

 

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categoria : momenti di una vita

ultima nota stonata da Ryv alle ore 15:16
mercoledì, 16 novembre 2005

Da ormai un mese ho cercato di buttarmi tutto alle spalle. Da una trentina di giorni penso e dico di stare bene. Ma cosa significa tutto ciò?

Accorgersi di cambiare di giorno in giorno, forse maturando o soltanto chiudendosi dietro un imponente muro, solido come non fosse costruito da materiali reperibili in questa stupidissima terra, come se il suo architetto conoscesse alla perfezione le possibili pecche in modo da ovviarle e renderlo indistruttibile, mi strugge attimo dopo attimo. Cosa sto diventando? Chi sto diventando? Solo di una cosa sono certo: Non Sono Più Me Stesso.

Dove sei finito Ale? Ti nascondi? Forse sei troppo sensibile per tornare ad affrontare il mondo? No, non è così. Sei sempre stato forte e lo sei ancora. Non credere a ciò che vedi, nè a ciò che senti. Tutto vuole convincerti a mollare. Non devi. Molti hanno bisogno, io stesso ho bisogno di te, Ale. Torna. T'acclamerò come il più grande degli imperatori, ti loderò come mio figliuol prodigo...

Basta. L'attesa è finita e l'azione si preannuncia la giusta arma.

Pronto a suonare nuove note. Pronto a creare nuove melodie... Pronto ad accoglierti di nuovo.

 

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categoria : vaneggiando